martedì 12 agosto 2014
Sea, t2 casetta operai in semiabbandono
domenica 15 giugno 2014
CATTANI,IL DIRITTO DEL LAVORO NELLA INTERPRETAZIONE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA
Mimmo Greco (Sindacato Europeo Lavoratori) interviene sul mancato pagamento degli stipendi ai forestali
mercoledì 11 giugno 2014
Cattani consulente del Sindacato Europeo, interviene sulla polizza obbligatoria per gli infermieri
venerdì 10 gennaio 2014
Novartis sarà denunciata in Giappone. Il gigante della farmaceutica avrebbe esagerato nel presentare i benefici in alcuni spot di un farmaco il Diovan per la cura dell’ipertensione arteriosa ma anche contro l’angina polmonare e gli ictus
COMUNICATO STAMPA
Novartis sarà denunciata in Giappone. Il gigante della farmaceutica avrebbe esagerato nel presentare i benefici in alcuni spot di un farmaco il Diovan per la cura dell’ipertensione arteriosa ma anche contro l’angina polmonare e gli ictus
Avevamo annunciato lo scorso 13 ottobre dell’avvio di un’indagine da parte delle autorità sanitarie nipponiche sul colosso farmaceutico Novartis perché sospettato che di aver manipolato dati clinici su un medicinale contro l'ipertensione.
Ora la conferma arriva dal Ministero della salute giapponese che pare sia pronto a far avviare anche un’indagine penale.
La filiale nipponica del gigante della farmaceutica avrebbe infatti esagerato nel vantare i benefici di un medicamento in alcuni spot pubblicitari.
Novartis è sotto inchiesta da quando due università del Paese del Sol Levante hanno annunciato di sospettare che vi sia stata manipolazione dei dati relativi ai test clinici del Diovan, poi usati nelle pubblicità.
Un dipendente di Novartis avrebbe partecipato a questi esperimenti nascondendo la sua affiliazione e li avrebbe modificati per affermare che vi era efficacia non solo contro l’ipertensione arteriosa ma anche contro l’angina polmonare e gli ictus.
Diovan è venduto in più di 100 paesi e in Giappone genera 700 milioni di euro annui.
La legge prevede per chi viene ritenuto colpevole di aver dato false informazioni riguardo le proprietà benefiche di un medicinale 2 anni di reclusione e 2 milioni di yen (17'000 franchi) di multa.
Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, alla luce dell’inchiesta in questione, ribadisce quanto già comunicato lo scorso mese d’ottobre a tutela dei pazienti, poiché data la possibilità di reperire sulla rete lo stesso farmaco che contiene come principio attivo il Valsartan, tant’è che viene usato come sinonimo di questa molecola, è necessario prestare la massima attenzione anche nel Nostro Paese ed utilizzare il farmaco solo per l’uso specifico per cui è indicato.
venerdì 8 novembre 2013
Musulmani proteggono cristiani
Musulmani uniti in una catena umana per proteggere i cristiani durante la messa
E’ accaduto domenica 6 ottobre a Lahore, in Pakistan.
Circa 300 persone musulmane si sono unite tra loro per formare una sorta di scudo umano per proteggere i cristiani che stavano partecipando alla messa domenicale.
Lo scorso 22 settembre vi è stato un attacco terroristico contro le minoranze religiose e ben 100 cristiani sono stati uccisi. La catena umana è stata ideata per rispondere a questi atti di violenza, purtroppo frequenti nel territorio.
Un Mufti, autorità religiosa musulmana, ha letto alcuni brani del Corano che trattavano di tolleranza e la pace e la lettura è stata applaudita dal sacerdote che stava celebrando la messa: entrambi si sono stretti la mano in segno di fratellanza.
Il coordinatore dell’associazione che ha promosso l’iniziativa, Pakistan for All, il musulmano Mohammad Jibran Nasir ha dichiarato:“I terroristi ci hanno fatto vedere cosa fanno la domenica e noi gli abbiamo mostrato cos’è per noi la domenica. Un giorno di unità”. Egli è riuscito a mobilitare il paese grazie agli appelli sui social media e ha reso la manifestazione pacifica mediante canti e balli.
[Fonte: www.vita.it]
mercoledì 6 novembre 2013
sabato 2 novembre 2013
Allarme sbarchi di cannabis nel Salento. Sembra essere tornati a qualche anno fa, mentre nel silenzio dei media italiani, viene dalla Svizzera la notizia di un intero villaggio albanese intossicato dopo aver lavorato nelle piantagioni di canapa.
COMUNICATO STAMPA
Allarme sbarchi di cannabis nel Salento. Sembra essere tornati a qualche anno fa, mentre nel silenzio dei media italiani, viene dalla Svizzera la notizia di un intero villaggio albanese intossicato dopo aver lavorato nelle piantagioni di canapa.
Mentre in Italia e nell’estremo lembo del Tacco sembra che non accada nulla, tanta è la routine dei continui recuperi o sequestri di quintali di cannabis imballata che approda sulle coste del Salento, addirittura dalla lontana Svizzera, giunge la notizia che quasi un intero villaggio nel sud dell'Albania ha richiesto l’aiuto medico a causa di sintomi di intossicazione acuta per aver lavorato nelle locali piantagioni di cannabis. Sarebbero almeno 700, infatti, le persone, la maggior parte delle quali donne, affette da "grave interferenza da avvelenamento cannabis".
Un medico dell'ospedale della vicina città di Argirocastro, il dottor Hysni Luka, ha fatto sapere che le loro denunce sarebbero ovviamente connesse dal lavoro per l’impianto, la raccolta, pressatura e imballaggio della cannabis. Di conseguenza, tutti i pazienti avrebbero sofferto di vomito, dolore addominale, problemi cardiaci e pressione alta.
Secondo il medico sono stati coinvolti anche molti giovani e persino bambini tra le vittime. Per le autorità dell’ospedale militare, circa il 40 % dei lavoratori nelle piantagioni sarebbero minorenni.
Il paese a circa 240 chilometri a sud della capitale Tirana è considerato il più importante produttore di hashish del paese. Secondo le autorità, circa 900 tonnellate di droga, vale a dire circa 4,5 miliardi di euro, vengono prodotte nella città vicino al confine con la Grecia, ogni anno.
Nel mese di agosto, la polizia ha arrestato 50 lavoratori stagionali sui campi di cannabis. Due persone sono rimaste ferite in scontri a fuoco con le guardie armate.
E di tutto ciò se ne sa pochissimo o quasi nulla, nonostante tali fatti accadano a una distanza irrisoria dalle coste italiane e siano questioni connesse a traffici internazionali che vedono la Terra d’Otranto quale punto di passaggio quasi obbligato di tali attività criminali.
Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, se il Salento è tornato prepotentemente ad essere il crocevia del traffico di cannabis - come dimostrano anche i mezzi utilizzati per veicolare la droga tanto che, superato il più classico dei vettori marini veloci, il gommone, nei giorni scorsi sono stati scoperti trafficanti che si erano ingegnati ad utilizzare addirittura canoe di vetroresina trainate da veloci scooter d’acqua tanto è breve la distanza tra le coste della Terra d’Otranto da quelle albanesi - è necessario un grande sforzo congiunto da parte dei governi albanese e italiano per fermare alla fonte la produzione di canapa nel “Paese delle Aquile” e sostituirla con altre colture.
Tale attività di cooperazione internazionale, infatti, potrà evitare sia danni alla salute della popolazione locale che ai giovani italiani che sono diventati grandi consumatori di derivati dalla cannabis anche a causa della notevole riduzione dei costi connessa alla enorme quantità immessa sul mercato.
lunedì 21 ottobre 2013
Annullata la cartella esattoriale per “difetto di motivazione”. La Commissione Regionale Tributaria di Lecce ribadisce l’orientamento della recente Cassazione
COMUNICATO STAMPA
Annullata la cartella esattoriale per “difetto di motivazione”. La Commissione Regionale Tributaria di Lecce ribadisce l’orientamento della recente Cassazione
Il Fisco e gli esattori quando pretendono un credito tributario devono adeguatamente motivare le ragioni e consentire agevolmente d’individuare la causale delle somme richieste, mentre sovente le cartelle esattoriali riportano sinteticamente il solo importo dei tributi e degli accessori, senza specificare altri elementi utili in tal senso.
Ad evidenziarlo Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ancora più convinto che tale comportamento debba essere censurato dopo aver letto l’interessante sentenza n. 258/24/13, depositata l’1 ottobre scorso, dalla Commissione Tributaria Regionale di Bari – Sez. 24 – Sezione Staccata di Lecce (Presidente Giovanni Romano, relatore Paola Bracciale, giudice Vincenzo Schilardi) che, in sede di appello, ha confermato la sentenza di primo grado della CTP di Lecce accogliendo le eccezioni formulate da un contribuente difeso dall’avvocato Maurizio Villani ed ha totalmente annullato la cartella esattoriale notificata da Equitalia S.p.a. per “carenza di motivazione”.
I giudici tributari leccesi, hanno rigettato il ricorso della P.A. Sulla scia della più recente corte di Cassazione in particolare delle sentenze della sezione IV n. 20039 del 30.08.2013 e n. 20211 del 03.09.2013 ed in particolare, su tutte la n. 15188 del 18.06.2013 per cui in ipotesi di liquidazione di imposta ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973 art. 36 bis o D.P.R. n. 633 del 1972 art. 54 bis, “la cartella di pagamento costituisce l’atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere adeguatamente motivata…”.
“Nella fattispecie” si legge in motivazione, “la cartella riproduce semplicemente le voci relative ai tributi ed accessori senza nessuna ulteriore analitica ancorchè succinta motivazione”.
giovedì 3 ottobre 2013
“Ha violato il diritto del lavoro” Ryanair, stangata da 8 milioni
“Ha violato il diritto del lavoro” Ryanair, stangata da 8 milioni
Ryanair è stata condannata in Francia a pagare 200 mila euro di multa e a quasi 8 milioni di euro in danni e interessi per aver violato il diritto del lavoro sui suoi dipendenti all’hub di Marsiglia tra il 2006 e il 2010. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Aix-en-Provence. Claire Hocquet, avvocato del sindacato francese dei piloti Snpl, ha spiegato che la compagnia aerea ha violato la legge francese sulla sicurezza sociale non versando i contributi pensionistici dei dipendenti. La Corte ha respinto la tesi difensiva di Ryanair che ha sostenuto che i suoi piloti operano sotto l’egida del diritto irlandese, quindi i contributi dovevano essere pagati in Irlanda e non in Francia. La compagnia aerea low-cost ha già riferito che farà appello.
lunedì 16 settembre 2013
Effetti della crisi: gli italiani sono tra i più poveri in Europa.
Effetti della crisi: gli italiani sono tra i più poveri in Europa.
L’11 % non ha accesso a beni di prima necessità, come il riscaldamento.
Solo sull’accesso alle cure siamo ancora sopra a Francia, Germania e Regno Unito, secondo una relazione dell'UE. Anche l’aspettativa di vita rimane più alta.
La crisi raggiunge il suo apice e le cifre dimostrano che l’Italia è uno dei Paesi in cui si è fatta sentire maggiormente causando effetti devastanti nella società specie nei ceti medio bassi.
Solo l’11 %, e la cifra equivale a più di un italiano su dieci, non hanno accesso ai beni di prima necessità, compreso il non mangiare carne. A fornire questi dati non lo “Sportello dei Diritti”, ma il rapporto preparato dal Commissario UE per la salute e i consumatori, Tony Borg, che viene segnalato da Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dell’associazione.
L'Italia è il solo grande paese in Europa che soffre di tali "materiali disagi", secondo la relazione.
Ma nonostante la crisi economica, l’Italia si trova ancora sopra a Francia, Germania e Regno Unito nella classifica di quando si tratta di affrontare le disuguaglianze nella salute.
Negli ultimi 10 anni, Italia è riuscita a ridurre il tasso di mortalità infantile da una media di 4,4 morti per 1000 nati vivi nel 2001 a 3.2 nel 2011.
Anche l'aspettativa di vita rimane alta, con italiani che vivono a una media 81,5 anni, il secondo più alto in Europa.
sabato 10 agosto 2013
Dipendente non pagato
Cassazione: «Ti rechi a lavoro in moto? Niente indennizzo in caso di incidente!»
Se il dipendente può arrivare al lavoro a piedi o con i mezzi pubblici, in caso di incidente stradale sul proprio mezzo non ha diritto a nessun indennizzo. A sancirlo è stata la Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso di un lavoratore della società partecipata Terme di Stabia di Castellammare.
L’uomo aveva chiamato in giudizio l’Inail chiedendo una «rendita da infortunio in itinere», dato che l’incidente era avvenuto nel tragitto che intercorre tra la sua abitazione e il posto di lavoro. I fatti risalgono al 15 settembre del 1997 quando il dipendente di Terme stava percorrendo corso Garibaldi a Castellammare a bordo della propria motocicletta. Improvvisamente un’automobile aveva cambiato bruscamente la direzione di marcia, investendo l’uomo che riportò gravi lesioni alle gambe.
Nella causa che ne seguì, il dipendente di Terme aveva affermato di aver avuto necessità di utilizzare il proprio mezzo per poter raggiungere in tempo, entro le 7, il posto di lavoro distante circa due chilometri dal luogo della propria abitazione. Questo poiché la prima corsa dell’autobus di linea era prevista per le 7 e 20. Per questo, il lavoratore aveva chiesto la costituzione di una rendita da infortunio, citando l’Inail e chiedendone la condanna al pagamento dell’indennità dovuta per legge. Ma ieri la Cassazione, al termine di una disputa giudiziaria lunga e complessa, gli ha dato definitivamente torto.
Già nel 2009 la Corte d’Appello di Napoli aveva rigettato l’impugnazione nei confronti dell’Istituto Nazionale Assicurazione sul Lavoro, ribadendo di fatto la sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata nel 2005. La Corte d’Appello, infatti, aveva ritenuto che «la scelta del ricorrente di usare il mezzo privato non fosse necessitata», rilevando inoltre che il prospetto degli orari degli autobus di linea «non consentiva di appurare le circostanze dedotte relativamente all’impossibilità di fare uso degli stessi per raggiungere il posto di lavoro».
Per il ricorrente, invece, il cosiddetto «rischio elettivo» (ossia il rischio causato dalla scelta arbitraria del lavoratore di preferire la moto ad altre soluzioni) avrebbe dovuto essere connesso al «criterio della ragionevolezza». Percorrere due chilometri a piedi, insomma, costringendo oltretutto l’uomo a muoversi di casa molto tempo prima avrebbe comportato un affaticamento che si sarebbe ripercosso «dannosamente» sull’attività lavorativa.
Un ragionamento che non ha fatto presa sui giudici. E infatti la Cassazione, con sentenza n. 6725 del 18 marzo scorso, ha rigettato l’ulteriore ricorso dell’uomo, che aveva impugnato la decisione della Corte d’Appello sottolineandone il «vizio di motivazione». «Anche a voler ammettere che il ricorrente avesse necessità di utilizzare il mezzo proprio in assenza di soluzioni alternative – si legge nella sentenza – la decisione impugnata risulta sorretta dall’accertamento che, in ogni caso, il tragitto era percorribile a piedi ovvero utilizzando un mezzo di trasporto pubblico. (…)
venerdì 9 agosto 2013
Le Poste intervengano sui Postamat
domenica 4 agosto 2013
Risparmiare con Telepass
venerdì 2 agosto 2013
Amsi difende Kyenge
A. M. S. I.
Associazione Medici di origine Straniera in Italia
Kyenge ,Amsi ,se la Ministra e nostra Collega kyenge fosse una nullità' come ha dichiarato qualche politico in ricerca di una visibilità' allora siamo tutti noi una nullità' ;15 mila medici ,35 mila infermieri ,4000 fisioterapisti ,3500 farmacisti ,300 psicologi ed un enorme esercito di professionisti ed intellettuali insieme ai piu' di 5 milione di cittadini di origine straniera in italia .
Bene Kyenge per la risposta alla lega ,non basta piu' esprimere solidarietà' ,vogliamo i fatti e decreti e non solo annunci e slogan pro o contro gli immigrati.
Foad Aodi
Presidente Amsi e Fondatore di Uniti per Unire
Giuseppe Criseo
Sindacato Europeo dei Lavoratori
sabato 27 luglio 2013
Kyenge ,Amsi ed uniti per unire , attacchi vergognosi ,disumani ed incivile
A. M. S. I.
Associazione Medici di origine Straniera in Italia
Kyenge ,Amsi ed uniti per unire , attacchi vergognosi ,disumani ed incivile
Così il presidente dell'Amsi e Fondatore del Movimento di Uniti per Unire Foad Aodi commenta gli ultime attacchi razzisti contro il Ministro e collega Dr.ssa Kyenge accaduti a Cervia .
Iniziano ad essere preoccupanti questi attacchi razzisti contro il Ministro Kyenge e contro tutti gli immigrati ,continua Aodi, che proprio si trova a Cesenatico,vicino a Cervia ,dove passa le vacanze estive da tanti anni e testimonia che Cervia ed i suoi cittadini non meritano quest'immagine e brutta pagina di razzismo.
L'Amsi continua il suo impegno contro il razzismo difendendo il principio dei Diritti e doveri ed il nostro grande rammarico che dal primo giorno della nomina della nostra collega come Ministro per l'integrazione , si parla solo di razzismo ,offese ,slogan e non di contenuti e proposte a favore dell'integrazione e della pacifica convivenza tra italiani ed immigrati .
Noi proponiamo la nomina del Ministro Kyenge come presidente del comitato Scientifico dell'Amsi e di Uniti per Unire per testimoniare la nostra solidarietà' ed apprezzamento dei contenuti e proposte che sta portando avanti con grande professionalità' e competenza e che la base e la societa' civile apprezza .
Facciamo una svolta costruttiva ,illustrando le eccellenze tra gli immigrati ed italiani ,per il bene dell'immagine internazionale dell'Italia che noi continuiamo a sostenere fermamente che non e' un paese razzista.
Cordiali Saluti
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